Sorbolo Mezzani
Se volessimo definire un confine liquido fra la civiltà urbana di Parma e il respiro lento del Po, quel confine sarebbe la Riserva Naturale Orientata Parma Morta: 66 ettari di lanche, canali e boschi igrofili che scintillano di riflessi argentati nelle prime ore del mattino. Sorbolo Mezzani, comune “sparso” nato dall’unione amministrativa del 2019, è la porta privilegiata per scoprire questa oasi dal fascino nord‑europeo. Qui il torrente Parma, deviato artificialmente nel 1870, ha lasciato un antico alveo – oggi stagno ad acqua quasi ferma – dove prosperano ninfee bianche, nannuferi gialli e canne palustri alte più di due metri. Nei silenzi ovattati della torbiera si può osservare il volo furtivo del tarabuso, sentinella mimetica che si alza solo al passaggio del fotografo più paziente, o ascoltare, nelle sere di giugno, il frinire dei rane-gattine che trasformano l’area protetta in un concerto naturale. Il paese di Sorbolo, ad appena 12 km da Parma, conserva la vitalità commerciale di un centro di pianura: botteghe di salumi, forni con vetrine colme di torte frolla “sbrisolade” e gastronomie specializzate nella spalla cotta di San Secondo, il salume preferito da Giuseppe Verdi. Le frazioni di Mezzano Inferiore e Superiore, invece, offrono un reticolo di strade poderali tra pioppeti e campi di pomodoro da industria: la Pianura Padana nella sua forma più genuina, punteggiata di cascinali in mattoni a vista e piccoli oratori ottocenteschi dove si custodiscono ancora ex voto contra la piena. Arrivare fin qui in bicicletta significa anche attraversare l’argine maestro dell’Enza, che si allunga come un nastro verde sospeso fra due corsi d’acqua: a ovest la Parma, a est l’ultimo tronco dell’Enza prima della confluenza nel Po. D’autunno le prime brume mattutine disegnano silhouettes di aironi cenerini e cormorani, rendendo il paesaggio quasi fiammingo.