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Boretto

Sulla riva destra del Po, proprio dove il fiume si allarga in un’ansa ampia e luminosa, Boretto accoglie il visitatore con l’imponente fronte del Porto Turistico Fluviale: pontili galleggianti in acciaio e legno, gru a castello restaurate che ricordano l’antico lavoro dei barcaioli, chioschi di pesce di fiume e terrazze da cui osservare l’incessante scorrere del “padre Po”. Nato nel 1989 come operazione di recupero di archeologia industriale, il porto è oggi il più attrezzato del medio corso del fiume e il cuore pulsante di una cittadina che vive di acqua da secoli: già nel Medioevo qui passavano zattere cariche di sale diretto a Milano e barili di vino delle colline reggiane, mentre nell’Ottocento le grandi draghe a vapore creavano i canali di accesso alla darsena. Passeggiando sul Lido Po – quasi mezzo chilometro di passeggiata pedonale – si respira una dolce vita padana fatta di biciclette, famiglie che gelato alla mano attendono il tramonto, equipaggi di canottieri che si allenano fra pioppeti e aironi. D’estate partono crociere giornaliere a bordo delle motonavi: rotta lenta verso Viadana o Cremona, con narrazione a bordo delle leggende sull’“oro nero” (la sabbia del fiume) e sulla Casa dei Pontieri, oggi museo, dove si ricorda la vita sopra il ponte di barche (smantellato nel 1962). La scenografica Basilica di San Marco (1896) domina la piazza principale: cupola neoromanica di 34 m, mattoni a vista e campanile che un tempo fungeva da faro fluviale. Sullo sfondo, i filari di pioppi spuntano dalla nebbiolina mattutina, regalando fotografie quasi sospese nel tempo. Boretto è, insomma, il luogo dove la Pianura Padana incontra la navigazione, dove il rito dell’aperitivo al tramonto si confonde con il suono delle campane delle motonavi in partenza, e dove il turista può diventare – anche solo per un giorno – “viaggiatore d’acqua”.

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